La gestione dei rifiuti in azienda è da sempre un ambito normativo delicato e soggetto a frequenti aggiornamenti. Un passaggio particolarmente rilevante è rappresentato dall’introduzione del RENTRI – Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, destinato a sostituire progressivamente il sistema cartaceo tradizionale. In particolare, le imprese con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 50, che producono rifiuti speciali pericolosi o non pericolosi, sono tenute a iscriversi al RENTRI entro il 14 agosto 2025. In questo articolo, spieghiamo cosa comporta questa scadenza, chi riguarda, quali documenti vanno digitalizzati e come adeguarsi senza incorrere in sanzioni.
Cos’è il RENTRI e a chi si rivolge
Il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI) è un sistema informatico istituito per digitalizzare il monitoraggio e la gestione dei rifiuti speciali, con l’obiettivo di semplificare i processi e migliorare la trasparenza.
Obbligo per le aziende tra 10 e 50 dipendenti
Sono tenute all’iscrizione al RENTRI le aziende che:
- Hanno più di 10 e fino a 50 dipendenti;
- Producono rifiuti speciali, pericolosi o non pericolosi.
Le aziende che rispettano questi criteri devono registrarsi obbligatoriamente tra il 15 giugno e il 14 agosto 2025, pena la non conformità alla normativa ambientale.
Novità dal 13 febbraio 2025: nuovi modelli di registro
Un altro importante cambiamento è entrato in vigore dal 13 febbraio 2025, quando:
- Sono stati introdotti i nuovi modelli di registro cronologico di carico e scarico;
- I vecchi registri (D.M. 148/1998), anche se già vidimati, non sono più validi;
- Tutti i produttori (anche non ancora iscritti al RENTRI) dovranno utilizzare i nuovi format, disponibili su www.rentri.gov.it, in modalità cartacea, ma con numerazione aggiornata.
Scadenze e obblighi digitali
L’obbligo riguarda esclusivamente i produttori iniziali di rifiuti speciali, siano essi pericolosi o non pericolosi.
| Categoria aziendale | Iscrizione al RENTRI | Obbligo registri/formulari digitali |
| > 50 dipendenti | Entro il 13 febbraio 2025 | Dal 13 febbraio 2026 |
| Tra 10 e 50 dipendenti | Dal 15 giugno al 14 agosto 2025 | Dal 13 febbraio 2026 |
| ≤ 10 dipendenti (obbligati) | Dal 15 dicembre 2025 al 13 febbraio 2026 | Dal 13 febbraio 2026 |
Chi è escluso dall’iscrizione al RENTRI?
Non devono iscriversi:
- I produttori iniziali di soli rifiuti non pericolosi con fino a 10 dipendenti;
- Le attività agricole, edilizie, commerciali, sanitarie, ecc., che generano solo rifiuti non pericolosi.
Modalità di iscrizione: come procedere
L'iscrizione al RENTRI si effettua esclusivamente online attraverso il sito ufficiale www.rentri.gov.it utilizzando le credenziali digitali del legale rappresentante (SPID, CIE o CNS).
Il rappresentante legale potrà successivamente:
- Abilitare uno o più incaricati;
- Delegare la gestione dell’invio dei dati e dei formulari digitali.
Obblighi di trasmissione mensile
Una volta iscritta, l’impresa dovrà:
- Trasmettere i dati del registro di carico e scarico ogni mese;
- Inviare i dati entro la fine del mese successivo all’annotazione.
Se non ci sono movimenti nel mese, non è necessario trasmettere nulla.
Costi di iscrizione e gestione annuale
| Categoria | Diritti di segreteria | Contributo 1° anno | Contributo annuo successivo |
| Aziende tra 11–50 dipendenti | €10 | €50 | €30 |
| > 50 dipendenti o non produttori iniziali | €10 | €100 | €60 |
| ≤ 10 dipendenti (obbligati) | €10 | €15 | €10 |
I contributi vanno versati tramite PagoPA al momento dell’iscrizione e ogni anno entro il 30 aprile, per ogni unità locale.
Perché è importante agire ora
L’iscrizione al RENTRI non è solo un obbligo normativo, ma un’occasione per ottimizzare la gestione ambientale aziendale, rendendola più efficiente, tracciabile e conforme.
Molte imprese rischiano di trovarsi impreparate all’appuntamento del 14 agosto 2025, soprattutto se non hanno mai gestito digitalmente i propri registri ambientali.
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